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SERVIZI TELEFONICI EROTICI- CHI SONO LE DONNE DELLA LINEA 899.

Parlare di servizi telefonici erotici provoca nelle persone reazioni sempre diverse: per alcuni rappresenta un argomento tabù, per altri un segreto da nascondere (soprattutto alla propria moglie) e per altri ancora è un mestiere come un altro.

Come le bellissime sirene attiravano Ulisse e la sua flotta con il loro canto, le “signorine” di questi call center ammaliano con la loro voce tutti quei maschietti scalpitanti che, per curiosità o per vizio, chiamano il famoso 899. Credenza popolare vuole che alla donna che risponde al telefono sia associata l’idea di una persona poco raccomandabile, attirata dalla prospettiva di un guadagno facile.

Questo non corrisponde al vero e poi parliamoci chiaro: se questo servizio esiste è perché esiste una reale domanda che viene soddisfatta! I servizi telefonici erotici nascono all’inizio degli anni Novanta con le linee a pagamento 144, 166 e 178, successivamente rimpiazzate dagli 899 a basso costo. Oggi, alla modica cifra di 1 euro al minuto restando nell’anonimato, è possibile dare sfogo a tutte le fantasie represse. Dopo il boom iniziale, la crisi economica degli ultimi anni ha colpito anche questo settore e la maggior parte del servizio si è trasferita sul web. Qui è possibile trovare numerosi siti che offrono in modo lecito prestazioni telefoniche erotiche: basta un click e si entra subito in contatto con la ragazza che, scorrendo le foto presenti sulla pagina, ha attirato di più l’attenzione dell’utente.

Dove il classico lavoro d’ufficio non è possibile per svariati motivi, lavorare nel settore de servizi erotici telefonici diventa una valida alternativa: è un lavoro che può essere svolto anche da casa decidendo in maniera autonoma i propri orari, non è necessario avere un ufficio e, cosa fondamentale, porta un entrata immediata.

Se fate una ricerca su Google troverete tante testimonianze di persone che fanno oppure hanno fatto questo lavoro e, a dispetto di quello che la maggioranza pensa, sarete sorpresi di scoprire che dietro la cornetta “rossa” non c’è la ragazza ammiccante della foto ma madri di famiglia che hanno bisogno di arrotondare, donne disoccupate oppure giovani studentesse alla ricerca di un lavoro.

Questa è la storia di Rita che dopo una laurea in Ingegneria Ambientale e un Master all’estero si era trasferita a Roma per trovare lavoro: da subito si è resa conto che le cose non erano così semplici. La necessità di avere un’entrata per mantenersi l’ha portata a rispondere ad un annuncio per iniziare a lavorare nel mondo dei servizi telefonici erotici. Dopo qualche colloquio ha ottenuto il posto: la sua esperienza è durata solo due settimane, perché poi ha trovato un lavoro coerente con il suo titolo di studio, ma questo tempo le è bastato per mettere nero su bianco la sua esperienza. Nel suo libro “Meglio Dietro”, Rita racconta il tempo trascorso in un call center della periferia romana. La giornata di lavoro iniziava alle nove della mattina e terminava alle sei del pomeriggio: in queste ore diventava Jenny e rispondeva alle varie telefonate sfogliando una rivista oppure limandosi le unghie. Per i primi tre minuti di ogni telefonata veniva simulato un falso centralino che faceva finta di filtrare le chiamate in base all’annuncio letto dall’utente: la telefonata in realtà tornava alla stessa persona che aveva risposto. Le colleghe di lavoro erano principalmente ex imprenditrici quarantenni, ricercatrici trentenni, casalinghe, pensionate e soltanto poche erano esperte del mestiere desiderose di fare carriera. La paga prevista partiva da un minimo di 1000 euro, per coloro che erano alle prime armi, fino ad un massimo di 2500 euro per le più esperte.

Rita non è la protagonista di un film a luci rosse, non è la ragazza ammiccante e super sexy la cui foto sul web porta milioni di uomini a chiamare i numeri erotici: Rita è una ragazza normale che ha accettato di fare questo lavoro solo per poter realizzare i propri sogni.

 

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