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Google Penguin Update : SEO ancora stravolto

Il 27 aprile 2012 un nuovo aggiornamento dell’algoritmo di Google – soprannominato «Penguin» – ha scatenato il più grande tumulto nella storia del SEO. L’aggiornamento, infatti, ha preso di mira le anchor text e i nomi di dominio con keyword esatte, andando proprio a colpire una delle tecniche SEO più praticate dalla notte dei tempi, quella del piazzamento delle keyword nel nome di dominio: es. le-mie-keyword.com invece di keyword.com.

Va da sé che, dopo la spremitura di meningi cui ci aveva costretti Panda, adesso Penguin ci trova piuttosto indeboliti, stanchi e intimoriti di fare il prossimo passo SEO, anche perché non sappiamo quanto presto potremmo vedere un nuovo, schiacciante aggiornamento dell’algoritmo.

Google trae piacere dal rendere ardua la vita ai SEO, non c’è che dire. A ragione, in un certo senso, vista la gran quantità di «SEspamO» che pervade gli indici di ricerca. Google fa bene a difendere se stesso e l’utenza da tali vandali del web, peccato però che sono i webmaster e i SEO più onesti a rimetterci, perché il black hat (bisogna dirlo) prima o poi ne verrà a capo sfruttando altri buchi del sistema.

Il gran dibattito su SEOmoz.org

I SEO di tutto ilmondo cercano di capire come, a quasi un mese dal nuovo aggiornamento dell’algoritmo, si può recuperare il numero di backlink perso, nonché la posizione nelle SERP. Su SEOmoz, in particolare,  il dibattito si è fatto acceso, con un susseguirsi di articoli, esperienze e commenti sull’argomento, alla ricerca di una possibile soluzione.

Neil Pateil di Quicksprout.com ci consiglia cautela con le keyword e i contenuti e fa pressione sulle Guidelines for Webmasters di Google, le quali non sono più regole generiche per il generico webmaster, bensì veri e propri tutorial SEO. Carson Ward raccomanda invece di tenersi alla larga dal link spam con ogni mezzo disponibile, con un’attenzione particolare all’article spam e ai link a pagamento sulla sidebar e senza rel=nofollow. Altri motivi di “scandalo” evidenziati sono le press release di bassa qualità, gli scambi link artificiosi e spammosi, le link farm e i profili spammosi.

Dall’altro lato della tavola, Carter Bowles mette in guardia i blogger ignari dagli advertiser che non si curano affatto degli aggiornamenti di Google (Panda & Penguin) e continuano a chiedere una keyword density dal 20% in su.

Infine, Rand Fishkin ci ricorda che Penguin non si cura poi molto dei contenuti e sembra che abbia colpito più siti “buoni” che siti ricolmi di spam, quindi Google avrà ancora da lavorarci su.

Da ricordare: Google PERMETTE lo scambio link qualora esso avvenga in maniera naturale grazie ad una relazione professionale e positiva tra i proprietari dei siti web. Ciò che Google aberra è la partecipazione a SCHEMI di scambio link al solo scopo di gonfiare il PageRank, spesso utilizzando (e qui torniamo al Penguin) keyword di tipo spam o il piazzamento su siti web con cui non si hanno relazioni.

Una lista di 7 consigli SEO per riprendersi dal Penguin Update

La discussione citata sopra abbonda di piccoli e grandi consigli per riprendersi (almeno un po’) dal danno che Penguin potrebbe aver causato ai vostri siti web. Ecco allora un riassunto di tutti i «cerotti» consigliati da SEOmoz e Quicksprout, nonché qualche dritta dagli esperti SEO di Google.

  1.     Costruite un profilo link naturale, servendovi dei social network ed evitando accuratamente le anchor text spammose o tutte uguali sul Web.
  2.     Differenziate i backlink e utilizzate anche siti web di profilo basso e anchor text non ottimizzate. Soprattutto, lavorate sui link interni (deep linking).
  3.     Fornite contenuti di alta qualità che diano agli utenti del Web le informazioni che sono venuti a cercare. Sarà più facile vedere i vostri contenuti linkati altrove.
  4.     State lontani dagli schemi di link, i blog network e i siti web pieni di spam.
  5.     Non fate article marketing sui network penalizzati.
  6.     Scambiate link soltanto con siti web autorevoli o con cui avete contatti.
  7.     Comprate link nofollow per incrementare il traffico, non il PageRank. Per l’ultimo fattore, utilizzate il guest posting di qualità come strategia.

Infine, una citazione dal blog di Google Inside da tenere attaccata alla nostra mente a mo’ di post-it:

We want people doing white hat search engine optimization (or even no search engine optimization at all) to be free to focus on creating amazing, compelling web sites.” (Google)

Stiamo attenti.

Code snippet : 6 raccolte per sviluppo web e programmazione

I code snippet possono salvarvi la vita se siete webmaster o lavorate nel campo dello sviluppo web. La lista che abbiamo compilato qui sotto raccoglie le migliori library attualmente disponibili sul web, ma vi consigliamo di cercare nuove risorse ogni settimana, perché questo tipo di raccolte sono aggiornate quasi ogni giorno.

CatsWhoCode Snippet Library

La raccolta di snippet di uno dei blog più famosi nel campo del web coding e web design. La “biblioteca” contiene un gran numero di script per diversi linguaggi: PHP, CSS, JavaScript, perfino l’htaccess. La cosa simpatica è che questa raccolta viene aggiornata più volte a settimana. Da tener d’occhio!

Snipplr

Snipplr viene considerata la più grande raccolta di code snippet sul web: è online da 5 anni e conta migliaia di snippet in archivo. Ce n’è per tutti i gusti!

PHP Snips

Se adorate il PHP, questa raccolta di code snippet fa per voi.  Solo ed esclusivamente PHP (spesso gratis).

Code Beach

Code Beach è un bel repository per sviluppatori Mac, ricco di snippet per Objective C, Ruby, C, C++ e Python. Da salvare nei preferiti!

CodeKeep

CodeKeep archivia oltre 18000 code snippet compilati in moltissimo linguaggi, tra cui il C#, C++, ASP, VB e ActionScript.

Code Codex

Code Codex è un wiki dove potete trovare snippet per la maggior parte dei linguaggi, tra cui il C, C++, Java e Perl.

Il tag TITLE e i Social Network: alcune regole SEO da rispettare

Il titolo. Sempre il titolo.

Quello che attrae, incuriosisce, affascina e tiene incollati i lettori allo schermo.

Quello che trasforma i visitatori random in lettori fedeli e proni al feedback.

Tuttavia, il titolo di un post non pertiene più soltanto al blog che lo ospita (vostro, o del blog sul quale avete pubblicato un guest post), ma anche al social network dove andate a pubblicizzarlo. Ponetevi le seguenti domande:

  • il titolo del mio post ha la capacità di attrarre lettori?
  • come posso migliorare il titolo in modo da rispecchiare i termini di ricerca di un utente medio?
  • il titolo che ho scelto indirizza gli utenti verso le informazioni corrette?

Di seguito 4 consigli per l’ottimizzazione SEO e Social Network dei titoli.

  1. Limitate la lunghezza dei titoli a 60-70 caratteri. I motori di ricerca “tagliano” i titoli lunghi con dei puntini di sospensione, ma i Social Network fanno qualcosa di ancora peggiore: vanno a capo. Ricordate che l’attenzione dei lettori dura pochi secondi: loro non hanno tempo da perdere, quindi o trovano subito qualcosa d’interessante da fruire al momento oppure cercheranno altrove le loro risposte.
  2. Includete sempre le keyword più importanti nel titolo e soprattutto, se possibile, ponetele all’inizio, in modo da sfruttare al massimo i benefici SEO: saranno le prime ad apparire agli occhi dell’utente nella ricerca.
  3. Create titoli (headline) accattivanti— in stile giornalistico. Le tecniche del copywriting tornano utili anche sul web: per i titoli, preferite le frasi complete alle liste di keyword, utilizzate gli aggettivi che meglio si prestano ad una ricerca sul web (es. “i migliori”, “come fare per”, ecc.), aggiungete i numeri degli item se presentate delle liste di cose da fare o di passi da seguire, utilizzate il linguaggio della vostra target audience (adolescenti, anziani, marketer, ecc.).
  4. Provate nuovi titoli ogni settimana. Si tratta di una pratica poco utilizzata, probabilmente per timore di danneggiare i ranking per certe keyword, ma la verità è la seguente: una volta scelte le keyword principali del titolo, e salvata la slug dell’URL con le sole parole chiave, è facile giostrare il titolo a seconda dei gusti dell’utenza. La slug rimarrà la stessa, così come le keyword: sarà invece la forma e il tono del titolo a cambiare. Un esperimento di Dino Dogan ha dimostrato come questa tecnica si riveli molto utile per i post che necessitano dapprima di un feedback massivo dai Social Media, e soltanto poi dell’ottimizzazione per i motori di ricerca.

Nel mondo del SEO, a volte bisogna rischiare e giocare anche le carte più improbabili. Provarle tutte, insomma.

Quali tecniche utilizzate per ottimizzare i vostri titoli per i Social Network?

Ottimizzare il vostro profilo LinkedIn : 5 consigli

LinkedIn Logo
Photo Credit: Mario Sundar 

I social network arrivano a noi in tutte le salse, ma LinkedIn supera tutti quanto a professionalità ed efficienza. Si tratta un social network tutto dedicato ai rapporti di lavoro, quindi non ci aspetteremmo niente di meno.

Va da sé che ottimizzare il profilo su LinkedIn va tutto a vostro vantaggio, specialmente se considerate che un buon lavoro sulla pagina potrebbe portarvi sotto gli occhi di clienti di tutto rispetto, come le compagnie Fortune 500.

1. Le informazioni di base

Certamente dovrete aggiungere il vostro nome completo, una fotografia, la sede del vostro ufficio, il campo in cui lavorate e, più di tutto, la vostra headline professionale. Sono queste le basi che non potete assolutamente ignorare. La headline può rivelarsi la vostra unica chance di far colpo su un cliente, e avete soltanto 140 caratteri, alla Twitter, per farlo. Giocate bene le vostre carte e non ne rimarrete delusi.

Esempio di headline: “Scrittore Freelance, Esperto SEO, Creatore di Mondi Virtuali”.

2. Il Summary e le vostre Specialties

Il Summary altro non è che una biografia professionale, quindi il consiglio è quello di utilizzare parole e frasi chiave che possano aiutare un potenziale cliente a trovarvi. Sotto il Summary trovate poi le Specialties, ossia i vostri campi professionali. Anche qui, lavorate di keywords e keyphrases, senza però esagerare (a meno che non siate davvero degli eclettici!).

3. Riempite i campi Job Titles

Più in basso nel profilo trovate i Job Titles, dove potete compilare una lista di tutti i lavori svolti finora, a contratto oppure a lungo termine, con relativa descrizione. Questi campi sono molto importanti, perché un potenziale cliente sarà più attratto dalle vostre esperienze passate (specie i successi!) che non dalla lista dei vostri talenti.

4. Non trascurate le Connections!

Il networking professionale è fondamentale per rendere il vostro profilo LinkedIn appetibile nel campo lavorativo. Molto spesso sono i colleghi a riferirvi a clienti di tutto rispetto, particolarmente se ci hanno aggiunto anche una buona parola. :)

Per trovare nuovi colleghi di lavoro, utilizzate la funzione di ricerca avanzata, oppure iscrivetevi ad un gruppo di interesse e iniziate lì la vostra ricerca. Un altro metodo buono è l’importazione dei vostri contatti email (è una delle prime cose che LinkedIn vi chiede alla registrazione), che invierà in automatico richieste di connessione a tutti i recipient. Se invece optate per l’invio individuale di inviti, personalizzate il vostro messaggio: i vecchi amici saranno più proni a raggiungervi su LinkedIn se riuscite a strappar loro un sorriso e molte speranze.

5. Il messaggio di stato

Un’ultima cosa: aggiornate spesso il vostro messaggio di stato (status update), possibilmente con novità relative al vostro campo professionale. Trasmetterete l’immagine di un professionista attivo e sinceramente interessato a ciò di cui si occupa.

Siete riusciti ad trovare nuovi clienti tramite LinkedIn? Condividete la vostra esperienza e le vostre tecniche di ottimizzazione.

Trovare e inserire immagini Creative Commons nei post WordPress con Compfight plugin

Compfight plugin in azione

I blog post non sarebbero gli stessi senza una buona immagine ad accompagnamento del testo. È importante: in un’era mediatica come la nostra, gli elementi visuali sono strettamente intercorrelati alla buona riuscita di una campagna di pubblicitaria, della promozione di un testo, della ricezione di un messaggio. Particolarmente sul Web, gli utenti sono più attratti dai cosidetti visual che dal testo in sé, dunque è importante non trascurare questo aspetto quando pubblichiamo sui blog.

La faccenda si complica un po’ con la disponibilità di buone foto in rete: la stragrande maggioranza degli stock professionali è a pagamento, e trovare immagini gratuite di alta qualità diviene compito arduo per il blogger. C’è da dire però che servizi come Flickr e Google Image Search ci vengono incontro con un buon motore di ricerca interno per le foto rilasciate sotto licensa Creative Commons e poi, per chi utilizza WordPress, la vita si fa ancora più semplice: esiste un plugin gratuito, Compfight, che aggiunge un pulsante al vostro editor di testo che vi consente di cercare le immagini con licensa Creative Commons dall’interno della vostra installazione WordPress. Più facile di così? ;)

Vediamo come utilizzare questo comodo tool.

Mini-guida all’uso di Compfight

Installazione
Per installare Compfight, potete seguire due modalità: 1) scaricare il pacchetto compresso (.ZIP) dal link qui sopra e poi fare l’upload manuale su Plugins → Add New → Upload, oppure 2) fare il download direttamente dai repository WordPress: Plugins → Add New → Search (“compfight”). Attivate il plugin.

Dopo l’attivazione
Non vedrete widget né menu aggiuntivi sulla sidebar o nella Dashboard: tutto ciò che Compifight aggiungerà alla vostra installazione WordPress sarà un pulsantino “fotocamera” sull’editor di testo, accanto all’upload/inserimento di media.

Come funziona la ricerca delle immagini
Dopo aver scritto il vostro blog post (o prima, per trarne ispirazione), cliccate sulla “fotocamera”: vi si aprirà una finestra con campo di ricerca nel quale inserirete la keyword di ricerca dell’immagine di cui avete bisogno. Compfight vi mostrerà una serie di immagini rilasciate sotto licenza Creative Commons.

La scelta dell’immagine
Quando avrete trovato l’immagine che fa per voi, cliccate su uno dei link sotto di essa, S, M o L (la dimensione dell’immagine): Compfight la inserirà nell’articolo con tanto di attribuzione (vedi immagine in alto), inclusi link alla licenza, al fotografo e a Compfight.

Uno strumento davvero unico, che può farvi risparmiare ore e ore di ricerca e vi premia con immagini di elevata qualità.

Non potremmo chiedere di meglio.

LinkSearchTools: tool SEO completo per link building e analisi della concorrenza

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Come creare un template di base per Joomla! 1.5 [tutorial]

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5 plugin jQuery per la visualizzazione immagini : slider, slideshow e semplici gallerie immagini

Visualizzare le immagini sul sito, creare slideshow dal codice pulito e tagliare porzioni di foto da utilizzare per i post… è proprio necessario servirsi di Photobucket o ImageShack? No davvero, grazie a 5 plugin jQuery da utilizzare direttamente sul vostro sito per migliorare all’istante le vostre immagini, in modo facile e senza fronzoli. 1. Lite Accordion […]

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